La nascita di Venere

Il giorno era appena spuntato. La mattina era radiosa e calma. La luce scintillava silenziosa e cristallina sull’acqua e un vento leggero spazzava la superficie marina senza agitarla. L’orizzonte del mare era netto e aperto, un filo di infinito su cui l’occhio scorreva come una perla.

VenereAd un tratto, a metà mattina, la giornata cambiò. Il sole scomparve, nascosto da nubi arrivate all’improvviso, e si sentì il vento di lontano diventare più forte, tanto da muovere il mare e sollevarlo in onde basse e lunghe, accompagnate da una schiuma bianca, leggera e soffice. Continua a leggere

LA MENDICANTE, RILKE E LA ROSA

«La mendicante, Rilke e la rosa», è un mio piccolo personale omaggio¹ dedicato al poeta Rilke², all’amore che nutriva per le rose, un fiore che lo incantava e affascinava nel suo rappresentare la perfezione e la vita, nonché alla sua profonda sensibilità, il cui occhio non lo lasciava indifferente di fronte alle vicende umane.

«Al termine delle lezioni universitarie di filosofia, Rainer aveva preso l’abitudine di andare a studiare da solo in biblioteca. Lo trovava un ambiente tranquillo, adatto per la concentrazione che il suo studio richiedeva e molto accogliente. Dopo aver terminato il suo lavoro, si tratteneva fino all’orario di chiusura, per dedicarsi alle sue composizioni poetiche, alla ricerca della giusta ispirazione e lasciandosi guidare dall’immaginazione.
Per recarsi in biblioteca seguiva sempre il medesimo percorso: percorreva un paio di strade secondarie e poi svoltava su un viottolo che lo conduceva alla via centrale. Ad un angolo di quest’ultima, di fronte all’ingresso del parco, una donna sulla quarantina mendicava l’elemosina. Il poeta la vedeva lì ogni giorno, al suo posto, seduta sul marciapiede su quella che un tempo doveva essere stata una coperta oppure, più di frequente, in piedi, che tendeva la mano ai passanti, discreta e in silenzio. Non osava chiedere, se non con gli occhi stanchi ma speranzosi.

Rainer le dava uno, due o tre soldi, pochi spiccioli, Continua a leggere

LA ROSA È UNA POESIA PERFETTA

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La rosa è una poesia perfetta
che nasce spontanea come l’inchiostro pregiato
dei suoi petali e dei suoi profumi.

La rosa è un sillabario
da cui imparare l’alfabeto
di un linguaggio segreto,
speciale e meraviglioso.

La rosa è un racconto
che legge
solo chi lo sa comprendere.

©Federica per Storie in punta di righe

 


In foto Natura Morta Con Rose, opera di Giovanni Boldini. Fonte: dal web. Immagine qui riportata e usata  a soli fini descrittivi e per finalità assolutamente non commerciali.

 

 

La Rosa

pink-roses-2191631_960_720.jpgLa rosa non è semplicemente solo un fiore, è un’allegoria e una metafora del mistero della natura, della bellezza, dell’amore e della vita. La rosa è, soprattutto, ciò che è nella sua essenza, è ciò che dice, gentile e discreta, con le sue parole di petali, profumi e richieste di cure,  al nostro cuore, a noi che la guardiamo.  «Non sono mai riuscito a capire se le belle persone abbiano una tendenza innata a far crescere le rose o se siano le rose nel loro crescere a rendere belle le persone»,
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LA NASCITA DELLE ROSE

Simbolo d’amore e di bellezza, di grazia e raffinatezza, la rosa è considerata la regina dei fiori e dei giardini. Un giardino non può dirsi tale, se non vi abita almeno una pianta di questo elegante e dolce fiore.

Fonte d’ispirazione per poeti, scrittori ed artisti, la rosa è protagonista di poesie che ne celebrano la bellezza, di dediche amorose, di romanzi e di molte fiabe e leggende. Ed è proprio una fiaba quella che ho scelto di raccontarvi oggi nel mio post del venerdì, una breve storia fantastica che narra di come, un giorno, grazie a un’aquila e a un giardiniere, sia nato questo stupendo fiore.

roses-3384485_960_720C’era una volta un giovane giardiniere bravo e capace. Appena arrivato in città, gli avevano chiesto di occuparsi di alcuni piccoli giardini e lui aveva svolto il suo lavoro con grande cura e perizia. Aveva tolto tutte le erbacce che vi erano cresciute, piantato nuove e giovani piante, potato quelle vecchie, sistemato le aiuole e ora che i giardini erano tornati al loro antico splendore aveva esaurito il suo compito ed era rimasto senza lavoro. Si recò così dal re e gli propose di prendersi cura del suo giardino e farlo diventare meraviglioso, coltivandovi fiori dai mille profumi e colori. Il re ascoltò con attenzione la proposta del giardiniere e gli rispose che era un’idea eccellente e che l’avrebbe assunto ad una condizione. Al centro del suo giardino voleva fosse piantato un fiore speciale: il fiore più bello che esisteva sulla terra e che fino a quel momento nessuno era stato capace di trovare. Se glielo avesse portato, avrebbe avuto il lavoro che chiedeva. Continua a leggere

Il bambino e la rosa

C’era una volta una donna che viveva in una piccola casetta appena fuori dal villaggio, vicino al bosco di querce e faggi. Era vedova da qualche anno ed era molto povera. I suoi figli, ancora piccoli, l’aiutavano come meglio potevano. Il minore, Tommaso, andava tutti i giorni nel bosco a fare legna. Un giorno, trovandone poca all’inizio del bosco, si spinse fin dentro al bosco per cercarla. cominciava ad essere stanco e quella che aveva raccolto ancora non bastava.

All’improvviso, gli si avvicinò un bambino più o meno della sua età. «Che fai qui? È tardi, tra poco sarà buio». Continua a leggere

GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO E DEL DIRITTO D’AUTORE

Oggi, 23 Aprile, è la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, che si celebra dal 1996 in tutto il mondo.

libro festaSi tratta di una ricorrenza che si propone di promuovere la lettura come un piacere, cioè come un’attività cui dedicarsi perché siamo felici di trascorrere il tempo immersi nelle storie raccontate da un libro o interessati da ciò che esso ha da dirci. Chi legge lo sa benissimo: la lettura non è affatto una costrizione Continua a leggere