VOLEVO DIVENTARE PITTORE: LEI AVREBBE ABITATO IL MIO PRIMO QUADRO

Nei pomeriggi d’estate mi affacciavo spesso alla finestra. Nelle ore più calde non potevo uscire e mi piaceva guardare il mondo dalle imposte socchiuse. Mia madre non le accostava mai del tutto, lasciava sempre un’apertura di qualche centimetro, che sporgeva sul mio personale piano prospettico. Da lì, spingevo lo sguardo all’orizzonte e potevo abbracciare tutta la vastità del territorio collinare. Studiavo i pieni e i vuoti, ne ammiravo le alture e le geometrie e sognavo di dipingerle. Le linee, le ombre, i colori danzavano davanti ai miei occhi. Allora non avevo bisogno di nessuna tela per immaginare il quadro che, me lo sentivo, ne ero certo, un giorno avrei dipinto.

Dopo le cinque uscivo. La luce inondava ogni cosa con una forza e una dolcezza che mi rendevano parte del tutto. Mi sentivo in pace col mondo, una pace senza scalfitture. Continua a leggere

RICETTE DI CUCINA

Ognuno ha le sue ricette

verdureDurante un programma di cucina su Alice tv, mi è stato riferito (perché di televisione ne vedo pochissima) che si è parlato di un ingegnere italiano, Zenone Benini. Di origini toscane, nel corso della sua vita scrisse un libro di cucina in cui riunì le sue ricette preferite: lo stampò inizialmente in modo artigianale, in 100 copie, che regalò agli amici e alle varie persone che conosceva. La raccolta ebbe un tale successo che fu più volte ristampata e ancor oggi è pubblicata con il titolo «La cucina di casa mia».

Ho fatto una breve ricerca su internet e ho scoperto che quell’antologia culinaria fu scritta tra il 1957 e il 1958. Trovandosi ad avere del tempo libero a disposizione, l’autore un giorno decise di impiegarlo per sedersi alla scrivania, prendere carta e penna e… scrivere di gastronomia. Per fare ciò, chiese aiuto alla tata di famiglia, Continua a leggere