Galateo e linguaggio dei fiori

Una storia lunga e antica quella che segna e contraddistingue il legame speciale che si è instaurato tra l’uomo, le essenze floreali e ciò che per lui rappresentano. Da millenni, infatti, l’uomo coltiva fiori e piante, affascinato dalla loro bellezza, fatta di infinite forme e colori, e dai profumi che quasi sempre li accompagnano. Mosso dal desiderio di catturarla per goderla, valorizzarla e averla a disposizione in ogni momento, le ha riservato piccoli e grandi spazi¹ per prendersene cura e proteggerla. Famosi sono i giardini di Babilonia che re Nabucodonosor fece erigere nel VI secolo a.C. per la moglie e considerati una delle sette meraviglie del mondo, come pure è nota e studiata dagli storici la passione per i giardini di Egizi, Greci, Etruschi, Romani. Sul finire della Repubblica, i giardini che sorgevano nei pressi di Roma erano talmente belli e opulenti da essere spesso citati nelle opere di Orazio, Plinio e Varrone. Altrettanto presto, i fiori vennero connotati e arricchiti di contenuti allegorici, spirituali e morali, diventando portatori di significati, emozioni, pensieri e storie. Mi riferisco alle rappresentazioni di fiori nei pittogrammi egiziani e greci², alle leggende che li vedevano protagonisti o attori comprimari fondamentali, all’uso di impreziosire le cerimonie e le feste con la loro presenza, al gesto di regalarli come simbolo di amicizia, amore, affetto.

Nel corso del tempo, a partire in particolar maniera dal Medioevo, i fiori sono diventati sempre più fonte di ispirazione per nutrire pensieri e sentimenti e un modo per dar loro voce. Di più: sono diventati nell’Ottocento «il» modo per eccellenza di esprimerli, quando nella Gran Bretagna dell’epoca vittoriana l’arte di comunicare donando dei fiori conobbe il suo massimo sviluppo e la sua più perfetta elaborazione. Fu allora che nacque il linguaggio dei fiori come lo conosciamo anche oggi. Esprimere pensieri, sentimenti, stati d’animo, emozioni senza adoperare parole ma inviando in regalo dei fiori diventò una consuetudine e un raffinato codice per costruire o rinsaldare legami e relazioni. Chi lo conosceva bene poteva trasmettere messaggi anche molto complessi senza scrivere nemmeno una parola. Dipendeva tutto da quanti tipi di fiori si sceglievano, dai loro colori, dall’eventuale abbinamento con altre piante verdi e con elementi non floreali (come nastri o centrini).

Anche oggi, in questi tempi in cui la comunicazione è spesso frettolosa e distratta, complice anche il mondo virtuale su cui spesso andiamo che virtualizza, oltre alla realtà e senza renderli più virtuosi, anche i nostri rapporti umani, mandare dei fiori per dire quello che ci sta a cuore è possibile. È un gesto che non ha perso di significato, ma, anzi, ha ancor più valore ed è tutto da riscoprire. Basta conoscere alcune regole e cosa i diversi fiori significano per poter inviare la propria personalissima lettera floreale.

Ed è per tale ragione che ho deciso di iniziare una nuova rubrica dedicata al galateo dei fiori e alla spiegazione del loro linguaggio, riservandole una apposita sezione del blog (la trovate nelle categorie). Senza fretta, vi racconterò di quali significati è portatore ogni fiore e quando e come inviarlo. Ve ne parlerò a partire dal prossimo post sul tema.

Vi lascio a conclusione del post e per cominciare con un omaggio floreale. Vi regalo tre dalie, simbolo di riconoscenza e gratitudine per voi che sempre mi seguite.

 

©Federica 2018 per Storie in punta di righe


¹ giardino infatti significa luogo chiuso

² i Greci, nonostante utilizzassero un sistema di scrittura basato sull’alfabeto, facevano largo uso anche di pittogrammi, ovvero di immagini, per quella fascia di popolazione che non sapeva né scrivere né leggere.

 

2 pensieri su “Galateo e linguaggio dei fiori

  1. Giuseppe Sabino ha detto:

    Sono rimasto senza parole!É veramente scritto bene e ricco di affascinanti spiegazioni. Sicuramente incuriosira’ sapere tutti i signoficati…fiore per fiore!!! Fantastico!✌🏻😄⭐

    Piace a 1 persona

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