LA FESTA DELLA MAMMA: ORIGINI DEL MOTHER’S DAY

Cade oggi, seconda domenica del mese come da tradizione, la festa della mamma. Un giorno dedicato a rendere onore ed omaggio alla propria mamma e al ruolo fondamentale, unico e insostituibile, che svolge nella vita di ciascuno di noi, perché è dal suo amore e dal suo esempio che impariamo tutto ciò che conta davvero. Una presenza che ci accompagna discreta e premurosa anche quando saremo cresciuti e che sempre continua a preoccuparsi per noi.

La festa della mamma ha origini molto antiche. Presso le popolazioni politeiste esistevano riti cerimoniali e celebrazioni tradizionali dedicate all’ancestrale culto della Madre Terra o Grande Madre, la dea della natura, colei che dava la vita agli uomini e a tutto ciò che esiste. Nel mondo greco e romano le mamme venivano festeggiate durante le solennità legate alle divinità femminili (rispettivamente Rea, la madre di tutti gli dei, e Cibele), simbolo di fertilità e di vita che rinasce e modello di tutte le madri.

Durante l’epoca medievale e moderna, si perde la consuetudine di onorare la figura materna. Non si trovano infatti in quei secoli tracce di feste dedicate alle mamme, eccetto che nella Gran Bretagna del 1600 e del 1700, dove esisteva il ‘Mothering Day’ o ‘Mothering Sunday’. A quell’epoca era frequente che un bimbo si trovasse lontano da casa e dalla famiglia pur essendo in tenera età, talora per studiare, molto più spesso per apprendere un mestiere o per lavorare come servo presso nobili e ricchi. Con il Mothering Day si dava ai piccoli la possibilità di tornare a casa per un giorno per rivedere e riabbracciare la mamma e stare un po’ con lei.

bouquet-1463378_960_720.jpgÈ solo negli Stati Uniti dei movimenti civili e sociali, che tra la seconda metà del 1800 e gli inizi del 1900 chiedevano l’abolizione della schiavitù e il suffragio femminile, che rinasce l’idea di un giorno di festa in onore delle madri. Nel maggio 1870, Julia Ward Howe propose l’istituzione del ‘Mother’s Day for Peace’ (Giornata della madre per la pace), un’occasione che voleva unire la festa della mamma con la riflessione contro la guerra e a favore della pace. L’iniziativa non ebbe un grande successo e si dovette attendere quella di Anna M. Jarvis perché la festa nascesse e si diffondesse ufficialmente. Anche Anna era un’attivista pacifista e abolizionista. Dopo la morte della madre, avvenuta nel 1905, decise di spendersi per organizzare e istituire su scala nazionale una giornata dedicata a lei, perché non si perdesse la memoria del suo esempio e dei suoi ideali, e a tutte le mamme, il cui esempio rimaneva nascosto, ma non meno importante. Per tutta la vita, la madre si era impegnata con forza e tenacia nel perseguimento di tre obiettivi: la lotta alle malattie e alla mortalità infantili, il miglioramento delle condizioni igieniche e sanitarie delle donne durante il parto e il sostegno alla tutela di madri e figli. Durante la Guerra di Secessione, insieme a molte altre donne, si era occupata dei soldati feriti. Al termine del conflitto promosse il ‘Mother’s Friendship Day’ (la Giornata dell’amicizia tra madri) per favorire la riconciliazione tra le madri del Nord con quelle del Sud, ex nemiche. La madre di Anna era dunque stata per lei un esempio appassionato d’amore e di vita. E, allo stesso modo, lo erano tutte le mamme per i propri figli. Da questa intuizione nacque il ‘Mother’s Day’, una giornata da passare con la propria mamma per dirle grazie per tutto ciò che quotidianamente fa per noi. Anna insistette molto su questo punto: il Mother’s Day non era la generica festa di tutte le mamme, ma la festa della migliore mamma che ciascuno di noi abbia mai conosciuto: la propria. E fu così che nacque nel 1908 quella che oggi conosciamo come Festa della Mamma, ratificata poi nel 1914 dal presidente Wilson, che stabilì come data per la sua celebrazione la seconda domenica di maggio.

Sull’esempio degli Stati Uniti, la festa della mamma venne progressivamente introdotta in altre parti del mondo: nel 1917 in Svizzera, nel 1918 in Finlandia, nel 1919 in Norvegia e in Svezia, nel 1923 in Germania e nel 1924 in Austria. In Italia arrivò alla fine degli anni ’50, nel 1956, quando Raul Zaccari, senatore e sindaco di Bordighera la inaugurò, in collaborazione con i floricoltori del luogo, per la prima volta nella sua città, stabilendo di festeggiarla la seconda domenica di maggio. Il 18 dicembre 1958 lo stesso Zaccari presentò al Senato della Repubblica italiana un disegno di legge per ottenere l’istituzione della ricorrenza quale festa civile. L’iniziativa suscitò un dibattito di quasi un anno, perché fu ritenuto inopportuno che sentimenti così intimi potessero essere oggetto di norma di legge. Ciononostante, la festa si diffuse ugualmente in tutta Italia. Inizialmente la data era fissata all’otto maggio; nel 2000 fu ufficialmente spostata alla seconda domenica di maggio, per adeguarla alla tradizione statunitense.

Oggi sono soprattutto i più piccoli a festeggiare la propria mamma, con bigliettini fatti a mano, lavoretti realizzati a scuola e altri regali preparati impegnandosi con grande anticipo. Ma anche i grandi non mancano di ricordarsi di lei, con un pensiero, un abbraccio, un mazzo di rose, un fiore simbolo per eccellenza d’amore, di immutato affetto e di riconoscenza.

 

©Federica per Storie in punta di righe 2018

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