I PALLONCINI

Tommaso vendeva i suoi palloncini sull’ampio spiazzo all’inizio del corso principale. Giovanni lo vedeva già lì, al suo posto, di primo mattino, mentre andava a scuola, che fissava quegli incanti leggeri uno per uno ad un paio di alberelli in fil di ferro verde e lo vedeva ancora lì quando ritornava a casa. Gli piaceva passargli davanti tutti i giorni. I palloncini colorati ondeggiavano per aria, mescolandosi tra loro, e gli mettevano allegria e buonumore. Ogni tanto ne comprava uno, scegliendolo ogni volta di una forma diversa, e se lo portava a casa tutto contento. Lo sistemava in camera sua, attaccandolo alla finestra, e lo teneva finché non si sgonfiava.

Un giorno, all’ora di pranzo, si levò un gran vento. Stava per piovere e i palloncini si sarebbero sicuramente rovinati. Tommaso doveva metterli al riparo al più presto. Staccò tutti quelli del primo alberello e li mise nella borsa, ma gli altri, attaccati al secondo, si erano aggrovigliati al punto che non riusciva più a sbrogliarne i fili. Per non perdere tempo, si aiutò con una forbice. Li aveva rimossi tutti, quando, per un colpo di vento molto forte, gli sfuggirono di mano.

Giovanni, che passava in quel momento, li vide volare via, spazzati dal vento, come se nulla fosse. Si rattristò, pensando che col temporale sarebbero finiti chissà dove. Tornò a casa, in fretta, appena in tempo per non bagnarsi e si mise a fare i compiti e, intanto, pensava ai palloncini, sfuggiti alla presa di Tommaso, sbattuti tra un palazzo e l’altro.

tre_postPassato l’acquazzone, andò ad aprire la finestra, gli piaceva il profumo che lasciava la pioggia una volta finita. Con sua grande sorpresa, vide i palloncini, tutti insieme, passargli davanti. Allora non si erano rovinati e non erano andati persi! Li guardò allontanarsi, finché non diventarono dei piccoli puntini all’orizzonte. E, mentre pensava che non si vedevano più, tra le nuvole iniziò a spuntare l’arcobaleno!

Il giorno dopo, mentre andava a scuola, Giovanni si fermò e raccontò tutto a Tommaso, che, per nulla stupito, sorrise. «I palloncini», gli spiegò, «amano volare, stare tra le nuvole e sono anche un po’ magici. Avranno trovato riparo durante il temporale e aspettato che smettesse. Poi, quando il vento si è fatto favorevole, hanno ripreso il loro volo sulla sua spinta leggera. E il cielo era così contento di vederli passare che li ha salutati regalando loro un arcobaleno».

©Federica per Storie in punta di righe 2018

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